Risanare accanto all’acqua: il palazzo di Via Trieste a Mantova

A Mantova l’acqua è bellezza, identità e storia. Il Rio, il canale che attraversa la città collegando il Lago Superiore al Lago Inferiore, regala scorci tra i più suggestivi del centro storico. Ma quando un edificio sorge proprio a ridosso delle sue sponde, quell’acqua tanto affascinante può trasformarsi in un problema serio.
È il caso del palazzo di Via Trieste, nel cuore di Mantova, dove nel tempo si erano manifestate forti umidità di risalita, muffe diffuse, distacchi delle rasature e criticità nelle impermeabilizzazioni. Le murature, costantemente sollecitate dall’elevata presenza di umidità, richiedevano un intervento non solo risolutivo, ma pensato per durare.
A coordinare i lavori è stata l’architetto Giulia Prandi, che fin dall’inizio non ha avuto dubbi sulla scelta del partner tecnico: in un contesto così delicato serviva un’azienda capace di leggere il problema nella sua interezza. Serviva Azichem.




Un intervento guidato, fase dopo fase
Il risanamento non si è limitato a “coprire” i danni visibili. Azichem ha affiancato progettista e impresa guidando passo dopo passo ogni fase dell’intervento, partendo dalla preparazione delle murature fino alle finiture finali.
Le superfici sono state prima trattate con un rinzaffo antisalino a base di calce naturale, indispensabile per contrastare la migrazione dei sali. Successivamente, le murature sono state consolidate e rinforzate mediante un sistema integrato con connettori in GFRP e rete in fibra di vetro alcali-resistente, garantendo stabilità e continuità nel tempo anche in presenza di elevata umidità.
La fase successiva ha visto l’applicazione di un intonaco altamente traspirante, capace di favorire l’evaporazione dell’umidità residua senza intrappolarla all’interno delle murature. Un passaggio fondamentale, soprattutto in un edificio costantemente influenzato dalla vicinanza del Rio.
Protezione e bellezza, senza compromessi
Il ciclo si è concluso con finiture minerali ai silicati, scelte per preservare la traspirabilità e allo stesso tempo valorizzare l’estetica dell’edificio. A completamento, una protezione idrorepellente non pellicolare ha permesso di difendere le superfici dagli agenti atmosferici, senza alterarne l’aspetto né ostacolare lo scambio igrometrico.
Il risultato, oggi
A distanza di cinque anni dalla fine dei lavori, il palazzo di Via Trieste è la prova concreta dell’efficacia di un intervento pensato e realizzato correttamente:
nessuna traccia di umidità, nessuna muffa, superfici sane e stabili, in perfetta armonia con il contesto storico e ambientale.






Un risultato che racconta molto più di un semplice cantiere: racconta come, anche accanto all’acqua, sia possibile risanare in modo definitivo, quando esperienza, materiali compatibili e supporto tecnico lavorano insieme.
Un ringraziamento speciale all’architetto Giulia Prandi, che continua a scegliere Azichem per affrontare interventi complessi e delicati, confermando nel tempo una collaborazione basata su fiducia, competenza e risultati concreti.







