Tufo: definizione, caratteristiche, terapie

03/05/2015
Tufo: definizione, caratteristiche, terapie

Il tufo

Materiale da costruzione molto diffuso in Italia ed in particolare nell'Italia centro-meridionale dove può essere considerato come il materiale più usato per ogni genere di costruzione, sia sotto forma di mattoni o blocchetti che di lastre e blocchi di grande dimensione, dal muro di sostegno al mu-retto di recinzione, dal muro di tamponamento, alla volta ecc. In alcuni casi l’opera edile è addirit-tura scavata nel tufo.

Classificabili, mineralogicamente, fra le rocce piroclastiche eruttive, fatta eccezione per i tufi calcarei di origine sedimentaria, i tufi sono formati da polveri, cristalli, brandelli vetrosi, accumulati come sedimenti incoerenti da eventi eruttivi, rinsaldati da fenomeni diagenetici successivi (*). Constano, soprattutto, di silicati, con o senza silice libera, si distinguono in funzione delle intrusioni, del colore, della compattezza ecc.

(*) fenomeni diagenetici = insieme delle trasformazioni chimiche e fisiche che avvengono in un se-dimento durante e dopo la deposizione.

Il tufo in edilizia

Di aspetto granuloso, il tufo è un materiale molto poroso. La sua struttura granulare, che offre un ottima aderenza con la malta, la facilità di lavorazione, le  proprietà igrometriche, ed altre interes-santi caratteristiche fanno di questo materiale uno dei prodotti maggiormente usati in edilizia. Dal punto di vista meccanico e funzionale, il tufo è considerato una pietra tenera : la sua resistenza allo schiacciamento così come le sue caratteristiche fisiche e meccaniche variano a causa delle notevoli varietà esistenti, non solo da cava a cava ma anche, nella stessa cava, da livello a livello.

Per la sua morfologia “macroporosa” (diametro delle porosità) il tufo non è generalmente soggetto a problemi connessi con l’umidità di risalita capillare, anche se il fenomeno può manifestarsi, nelle murature a mattoni o blocchi di tufo, attraverso le malte di allettamento.  Gli inconvenienti più ricorrenti sono conseguenti ai processi degenerativi del materiale, all’insorgere di pulverulenza, decoesione e permeazione d’acqua che richiedono, a seconda dei casi, provvedimenti di consolidamento, idrofobizzazione e, in taluni casi, di rivestimento ad intonacatura con sistemi traspiranti.

Il tufo dove (giaciture)

In Campania sono comuni i tufi trachitici, cementati o incoerenti, di colore giallastro ; uno di questi è la pozzolana che, nella forma incoerente, è usata per la produzione di malte idrauliche. Noto è il tufo di natura “ignimbritica” dalla colorazione verde dell'isola di Ischia chiamato, per la sua localizzazione, "Verde Epomeo". Tufi “andesitici” di colore grigio sono frequenti tra Verona e Vicenza, si sono formati all’inizio del terziario come testimoniano i fossili che inclusi. Nel Lazio sono caratteristici i tufi “nefritici”, generalmente con cristalli di leucite, chiamati “peperini” che possono variare nella colorazione dal grigio al rosa, con maggiore diffusione per il peperino grigio.

I tufi di natura silicica

TUFI BASALTICI: caratteristici delle aree alpine e prealpine dell’Italia nord orientale, hanno struttura brecciata, frequentemente fossilifera, accompagnata da intrusioni laviche.

TUFI PORFIRICI: spesso associati alle colate di porfidi quarziferi delle aree alpine, appaiono saldamente cementati e compatti con frequenti presenze di frammenti vetrosi in schegge minutissime.

TUFI CRISTALLINI: si differenziano  dai tufi porfirici per la struttura prevalentemente non vetrosa (assenza o scarsa rilevanza di frammenti vetrosi).

TUFI PORFIRITICI MELAFIRICI: caratteristici delle zone alpine ed appenniniche della penisola, frequentemente associati a rocce eruttive, spesso caratterizzati da inclusioni di leucite, algite ecc., hanno colore bigio nelle Alpi Carniche mentre la varietà rossastra dei Colli Albani prende il nome di “Peperino”.

TUFI DIABASICI: sono caratterizzati da profonde alterazioni chimiche e dinamiche con frequenti presenze scistose, carbonatiche e cloritiche.

TUFI TRACHITICI: caratteristici delle aree Flegree, sono ricchi di minerali, presentano grana  ed aspetto variabile, con frequenti intrusioni di lave antiche e proietti vulcanici.

TUFI LIPARITICI: sono caratterizzati dall’abbondanza di componenti vitree inframmezzate da minuti frammenti a struttura pomicea.

TUFI TRACHEITICI POMICEI: rappresentano la varietà giallastra dei tufi trachitici; caratterizzati dalla frequente intrusione di pomice, appaiono relativamente coerenti e resistenti : sono diffusi nelle zone vulcaniche dei litorali mediterranei (Tirreno ed Egeo; un notevole esempio il Tufo di Posillipo).

TUFI PALAGONITICI: rappresentano una varietà dei tufi basaltici con tessitura amorfa o criptocristallina, il colore, giallastro o bruno, deriva dalla differente alterazione di frammenti basaltici; di natura basica, sono facilmente decomponibili dagli acidi : particolarmente abbondanti nelle aree siciliane o assimilabili.

I tufi di natura calcarea

TUFI CALCAREI: originati per deposito concrezionale di acque calcarifere, costituiti soprattutto da calcite o dolomite, vengono talvolta definiti con il termine “pietra spugna” o “spugnone”; sono assimilabili, in qual-che misura, ai travertini. 

Terapie di protezione e manutenzione

il programma Azichem contempla numerosi prodotti e preparati per curare le afflizioni del tufo, nelle costruzioni edili. Nelle note che seguono ne vengono proposti alcuni, accompagnando i nomi con le specifiche azioni che li caratterizzano. È opportuno considerare che la particolare struttura porosa del tufo, richiamata nel paragrafo 2, può comportare un aumento dei normali consumi di ciascun prodotto.

Consilex ST (per il consolidamento profondo)

Soluzione bilanciata di esteri etilici dell'acido silicico, in particolari solventi selezionati per capacità di penetrazione e diffusione nei capillari dei tessuti lapidei, per il consolidamento profondo, mediante apporto di legami silicici, di manufatti lapidei assorbenti : arenarie, trachiti, tufi, mattoni, intonaci minerali, terrecotte, conglomerati, ecc.

Consilex Idrocon (per il consolidamento idrorepellente)

Speciale soluzione bilanciata di esteri dell’acido silicico, silani e silossani, in solvente, caratterizzata da elevata capacità di penetrazione nei supporti silicici e dall’efficace duplice azione di consolidamento e idrorepellenza. Non determina variazioni cromatiche né alterazioni della originaria traspirabilità.

Consilex Altrain (per la protezione idrorepellente)

Soluzione di speciali organosilossani oligomerici, specificatamente formulata per l'impregnazione idrorepellente, profonda, di materiali edili ad alta e media porosità, neutri o moderatamente alcalini. E' trasparente e non causa alterazioni del colore e dell'aspetto originari.

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