Restauro, consolidamento e valorizzazione del Nuraghe Orolìo Silanus (NU)

17/09/2026
Restauro, consolidamento e valorizzazione del Nuraghe Orolìo Silanus (NU)

Il Nuraghe Orolìo, noto anche come Nuraghe Madrone, è uno dei monumenti nuragici più celebri e meglio conservati della Sardegna. Sorge a oltre 400 metri di altitudine, su una collina situata circa un chilometro a nord-est dell’abitato di Silanus, in provincia di Nuoro, in posizione dominante sulla regione storica del Marghine. Il monumento, conosciuto e documentato fin dall’Ottocento anche per la particolare ubicazione e per l’inconfondibile profilo slanciato della sua torre, costituisce uno straordinario esempio dell’architettura nuragica dell’Età del Bronzo, sviluppatasi in Sardegna tra il XVII e il IX secolo a.C.
Si tratta di un nuraghe complesso, realizzato prevalentemente in granito e costituito da un mastio centrale inserito in un bastione trilobato. La torre centrale, alta circa 12 metri, presenta un eccezionale stato di conservazione: sono infatti ancora leggibili la camera del piano terra, quella del primo piano e parte del livello superiore. Particolarmente significativo è il sistema costruttivo interno. Il mastio conserva due camere con copertura a tholos sovrapposte, collegate attraverso un insolito sistema di percorsi costituito da una scala principale a sviluppo elicoidale e da una scala secondaria semi-nascosta, dotata di mezzanino. La struttura comprende inoltre una nicchia d’andito e altri ambienti e nicchie ricavati all’interno della poderosa muratura.

Il Nuraghe Orolìo si inserisce in un territorio di grande interesse archeologico, caratterizzato dalla presenza di numerose altre testimonianze della civiltà nuragica, tra cui tombe di giganti, pozzi sacri e altri nuraghi, che fanno del territorio di Silanus e del Marghine uno dei paesaggi archeologici più significativi della Sardegna.

L’intervento di restauro

Il recente intervento di restauro, consolidamento e valorizzazione del monumento è stato curato dall’Arch. Francesco Urgu, in qualità di Direttore dei Lavori, l’Arch. Patrizia Luciana Tomasetti, in qualità di Responsabile del Procedimento, con il benestare della Soprintendenza Archeologica di Sassari e Nuoro e con il finanziamento del Ministero della Cultura – Dipartimento per la tutela del Patrimonio Culturale.
I lavori sono stati eseguiti dall’Impresa Paba Giovanni di Aritzo (NU), con la consulenza tecnica di Gian Mario Becciu.
L’intervento si è concentrato in particolare sul ripristino della porzione di muratura crollata all’interno della camera del piano intermedio, operando nel massimo rispetto delle caratteristiche costruttive e materiche dell’antico monumento.
Parallelamente alle opere di restauro è stato effettuato uno scavo archeologico, grazie al quale è stato possibile mettere in luce e rendere maggiormente leggibile anche la camera superiore del nuraghe, contribuendo ad approfondire la conoscenza dell’articolazione originaria della struttura.
Una particolare attenzione è stata dedicata anche alla protezione del piano sommitale, interessato da un intervento di impermeabilizzazione studiato per garantire la conservazione delle strutture sottostanti senza alterare le caratteristiche del manufatto storico.
Per questa operazione sono stati impiegati esclusivamente materiali naturali e, in particolare, una speciale malta a base di bentonite, che ha consentito di ottenere un’efficace impermeabilizzazione attraverso una soluzione ecocompatibile e reversibile, requisito di fondamentale importanza negli interventi di conservazione e restauro del patrimonio archeologico.
Proprio per la realizzazione di questo particolare intervento di impermeabilizzazione sono stati utilizzati prodotti Azichem, scelti per consentire una protezione efficace della struttura nel pieno rispetto delle esigenze conservative, ambientali e archeologiche del Nuraghe Orolìo.

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